mercoledì 8 marzo 2017

Donne che vanno davvero forte

L'otto marzo, alla fine, è solo una scusa. Una scusa per ricordare a tutti che il motorsport non è stato fatto per essere amato solo dagli uomini. C'è tanto desiderio d'automobilismo tra le donne, sempre più fan al femminile e sempre più interesse per un mondo che è ancora non così aperto verso ciò che è diverso.

Già, perché le donne alla guida di auto da corsa sono ancora una piccola minoranza, che si sbatte per emergere tra molta diffidenza e qualche sguardo di troppo. Quello di cui voglio parlare in questo post (e ne approfitto anche per scusarmi di un'assenza lunga ma dettata da impegni professionali finalmente più stringenti) non riguarda i soliti nomi, non riguarda il mondo dorato della F1 che premia "talenti" come quello di Carmen Jordà...

Voglio parlare delle donne che hanno, nel 2016, vinto qualcosa o che comunque ci sono andate vicine. Indipendentemente dalla categoria o dalle condizioni. Donne giovani, che hanno pigiato il piede a fondo e che hanno smosso un po' l'ingessato ambiente, cominciando a costruire qualcosa di bello. 

Ho scelto, secondo un giudizio basato sui risultati, 14 donne che nel 2017 dovranno riconfermarsi per poter saltare l'asticella ancora più in alto. Non è una classifica dalla prima all'ultima, è piuttosto un elenco. Un elenco che celebra la voglia di primeggiare e di correre che i piloti donne, come gli uomini, portano dentro i loro istinti.


Christina Nielsen, Danimarca, 1992


Nel 2016 ha corso benissimo, nel WeatherTech SportsCar Championship. Ha vinto la Daytona class insieme all'italiano Alessandro Balzan, con successi di tappa a Sebring e Watkins Glen. Ha guidato prima la Ferrari 458 e poi la 488, a seguito dell'esperienza 2015 con la Aston Martin. La danese è figlia di Lars Erik, anch'egli pilota nell'endurance. Nel 2017 parteciperà alla sua seconda 24 Ore di Le Mans e se manterrà questa costanza diventerà una presenza fissa del panorama delle corse di durata.


Sharon Scolari, Svizzera, 1994


L'ho seguita passo per passo durante la stagione 2016: una grande campagna (partita in sordina) nella Lotus Cup Europe. La ticinese è andata a podio nella sua categoria praticamente sempre e ha mancato il titolo per un soffio, a causa di un contatto malandrino nella sua amata Le Mans. Ora Sharon punterà a ripetere le ottime prestazioni fatte vedere, con il sogno di poter in futuro salire di categoria.


Katherine Legge, Inghilterra, 1980


Ha già 37 anni, è vero. Ma nel 2016 ha stupito tutti correndo in modo straordinario alla 24 Ore di Daytona. L'ho inserita nell'elenco non per vittorie o piazzamenti (di rilievo non ce ne sono stati ultimamente) ma perché ha dimostrato che l'età non conta. Non ha forse la velocità pura di Simona De Silvestro o il viso da commercial di Danica Patrick, ma è una che in ogni caso non molla.


Julia Ballario, Argentina, 1992


È stata la prima donna a vincere una gara nella categoria Top Race Series in Argentina, che si corre con vetture turismo da 260 cavalli. La serie è uno dei campionati satelliti che ruotano attorno al Turismo Carretera, istituzione locale. Ha corso anche per il più importante TC 2000, arrivando a podio.


Bruna Tomaselli, Brasile, 1997


Chiare origini italiane per la brasiliana che nel 2016 è arrivata 4° nella F4 sudamericana, grazie a ben 5 piazzamenti a podio. Il suo eroe è Ayrton Senna, ma attualmente non ha seguito i suoi passi. Nel 2017 infatti correrà nella US F2000, con l'obiettivo di seguire la strada che potrebbe portarla a Indy.


Sophia Flörsch, Germania, 2000


La tedesca ha cominciato ad andar forte, battendo record e vincendo, a bordo delle Ginetta G40 nel 2015. L'anno successivo ha debuttato nella F4 tedesca, cogliendo un giro più veloce e sei top ten in un campionato tra i più combattuti in circolazione.


Steffi Halm, Germania, 1984


È protagonista ormai da qualche anno del European Truck Racing Championship, ma nel 2016 ha alzato di molto il suo livello. Ha vinto 4 gare ed è arrivata 4° in campionato. Lei sfonda le barriere non solo in quanto pilota da corsa: guidare i camion non è certo una professione considerata tra le più femminili...


Lucile Cypriano, Francia, 1996


Nella Seat Eurocup 2016 non ha corso per tutta la stagione, ma nelle 6 gare portate a termine ha conquistato due podi. C'è stata insomma la stessa sostanza del 2015, anno che si era concluso con una vittoria. La francese è una di quelle presenze che, se fossimo negli States anziché in Europa, gli organizzatori si contenderebbero. Voglio dire, è donna, va forte, è sorridente: cosa si può avere di più?


Gosia Rdest, Polonia, 1993



La polacca ha fatto un'ottima stagione nella Audi TT Cup, raccogliendo anche un podio oltre ad altri piazzamenti di rilievo nella top 5. Per lei si configura una carriera tra le vetture turismo e le GT.


Clementine Lhoste, Francia, 1999


Durante la stagione 2015/2016 ha vinto il trofeo femminile Andros, e nella stagione successiva ha rivaleggiato con i maschi senza sfigurare mai. Prosegue la tradizione femminile francese nelle corse su ghiaccio, come la grande Margot Laffite. Sarebbe bello poterla vedere all'opera nel World RX.


Emma Kimilainen, Finlandia, 1989


È una protagonista del campionato turismo STCC, nel quale ha conquistato almeno un podio nelle ultime tre stagioni. È sempre andata forte, ma ha preferito costruirsi comunque una carriera fuori dalle piste: lavora infatti per la televisione finlandese al seguito della F1.


Magda Andersson, Svezia, 1998


Nel rallycross sa farsi valere: ha vinto la tappa belga del campionato 2016 dell'European RX - classe Touring Car, concludendo il campionato al 2° posto per un solo punto. Tra le donne del rallycross europeo è quella con maggiori chance di lasciare un segno tangibile.


Macy Causey, Stati Uniti, 2000




Giovanissima, è stata scelta dalla NASCAR per il programma 2017 Drive for Diversity. Corre nella NASCAR Whelen All-American Series, e vanta il titolo di Rookie of the Year 2015 dello stato della Virginia. Ha ottenuto nel 2016 il prestigioso premio NASCAR Young Racer Award.


Madeline Crane, Stati Uniti, 1997




Come per Macy Causey, anche per lei la NASCAR ha aperto le porte del programma Drive for Diversity. La NASCAR Whelen All-American Series la accoglierà nuovamente dopo la splendida stagione 2016 condita da tantissimi piazzamenti nella top 10. Il suo soprannome è Mad Maddie. Come per Sharon Scolari, ha un trascorso nelle Legends.












giovedì 24 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Carrera Cup Italia

La Porsche Carrera Cup 2016 è stata una sfida fra tre big. Côme Ledogar, Mattia Drudi e Alessio Rovera hanno dato vita a un campionato molto combattuto, conclusosi con la vittoria del francese ma con soddisfazioni innegabili pure per i suoi rivali.




Il campionato, che ha portato in pista tra le 18 e le 15 macchine (meno dell'anno scorso, ma comunque sufficienti), ha un regolamento sui punteggi piuttosto particolare. Nei 7 appuntamenti in programma si sono corse 3 gare alla volta; le prime due con una minor quantità di punti in palio con il risultato peggiore sempre scartato, l'ultima gara invece alla stregua di una main race con premi più "pesanti". In questo modo ogni pilota ha avuto a disposizione 14 gare valevoli per la classifica sulle 21 totali. Ledogar ha vinto grazie alla grande costanza di rendimento in zona d'alta classifica, chiudendo così un discorso che era stato malamente aperto nel 2015 con un ricorso che aveva decretato la fine del campionato ben più in là della sua scadenza originale (il titolo rimase poi nelle mani di Agostini, quest'anno partecipante al Campionato Italiano GT).

Come Ledogar

Giusto sottolineare come Mattia Drudi, secondo in campionato, sia stato il pilota complessivamente più vincente (con ben 9 successi su 21 gare!) e il più piazzato (16 volte tra i primi tre). Non solo: il giovanissimo pilota romagnolo ha racimolato più punti di tutti considerando anche i risultati scartati (286 contro i 279 di Ledogar). Il regolamento non lo ha premiato, ma il titolo è stato più che altro perso nelle terze gare di Imola e nella prima visita al Mugello. Nulla da recriminare, in ogni caso, per uno dei migliori talenti italiani in circolazione.

Mattia Drudi

A proposito di talenti... Alessio Rovera, alla fine terzo in campionato dopo essere rimasto matematicamente in lizza fino al Mugello, può essere orgoglioso di un altro particolare record; è infatti stato il pilota con il miglior rendimento nelle sette main race disputate. In queste occasioni il varesino ha conquistato 135 punti, sette più di Ledogar e addirittura 29 più di Drudi. Rovera è stato parecchio costante e nonostante sia arrivata una sola vittoria non sono mancati i piazzamenti, con due secondi posti e ben 8 terzi posti.

Alessio Rovera

Alle spalle dei best three si è piazzato Mikaël Grenier. Il canadese classe '92 ha ottenuto una vittoria nel weekend finale del Mugello. In passato aveva corso negli Stati Uniti nel programma Road To Indy prima di passare alle ruote coperte dopo alcuni anni di anonimato. Oltre a lui ha vinto una gara anche l'habitué ucraino Gaidai, vittorioso a Imola quando ha condiviso l'abitacolo con Ledogar. Tre vittorie a Monza invece per Matteo Cairoli, "guest star" che ha cannibalizzato il gradino più alto del podio in quella particolare occasione prima di dedicarsi totalmente alla Porsche Supercup.

Sono rimasti a secco alcuni protagonisti delle stagioni più recenti come Enrico Fulgenzi e Gianluca Giraudi; nonostante ciò hanno comunque fatto capolino anche loro sul podio, mettendo spesso pressione agli attuali ragazzini terribili in cima alle classifiche.




I piloti saliti almeno una volta sul podio sono stati 14, con sei vincitori diversi (in un caso si è trattato della coppia Ledogar/Gaidai). Daniele Di Amato e Simone Iaquinta sono stati i piloti arrivati più vicini alla vittoria, entrambi in grado comunque di accumulare due secondi e due terzi posti.

Il team Dinamic Motorsport, nonostante non sia riuscito a conquistare il titolo piloti, può festeggiare quello dedicato ai team. Le prestazioni soprattutto di Drudi e Di Amato hanno permesso alla storica compagine di anticipare di oltre venti punti lo Tsunami RT e Ebimotors.

La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Côme Ledogar (FRA/Tsunami) 227 (7)
Mattia Drudi (Dinamic) 208 (9)
Alessio Rovera (Ebimotors) 203 (1)
Mikaël Grenier (CAN/Tsunami) 150 (1)
Daniele Di Amato (Dinamic) 132
Enrico Fulgenzi (TAM Racing) 124
Oleksandr Gaidai (UKR/Tsunami) 120 (1)
Simone Iaquinta (Ghinzani Arco) 103
Eric Scalvini (Dinamic) 91
Gianmarco Quaresmini (Ghinzani Arco) 88
Alex De Giacomi (Dinamic) 87
Marco Cassarà (Ghinzani Arco) 70
Kevin Giovesi (Ghinzani Arco) 58
Stefano Zanini (Dinamic) 50
Matteo Cairoli (Ebimotors) 43 (3)
Edoardo Liberati (Ghinzani Arco) 40
Hans-Peter Koller (SUI/TAM Racing) 38
Marco Pellegrini (Dinamic) 32
Livio Selva (Ebimotors) 25
Walter Ben (Dinamic) 25
Matteo Torta (Tsunami) 24
Ronnie Valori (Ebimotors) 20
Glauco Solieri (Ghinzani Arco) 16
Gianluca Giraudi (Ebimotors) 14
Francesca Linossi (Dinamic) 6

La Porsche Carrera Cup non è comunque un'esclusiva italiana. La casa tedesca organizza campionati in vari paesi dimostrando una grande attenzione verso i giovani talenti e contribuendo alla crescita del motorsport a livello nazionale. Ecco i vincitori delle altre serie nazionali/continentali...

Carrera Cup Asia: Nico Menzel (GER)
Carrera Cup Australia: Matt Campbell (AUS)
Carrera Cup Francia: Mathieu Jaminet (FRA)
Carrera Cup Germania: Sven Müller (GER)
Carrera Cup Gran Bretagna: Daniel Cammish (GBR)
Carrera Cup Giappone: Tsubasa Kondo (JAP)
Carrera Cup Scandinavia: Fredrik Larsson (SWE)

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

mercoledì 23 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: TCR International Series

È andato contro tutti i pronostici pre Macao e ha vinto di nuovo il TCR International, bissando il successo del 2015. Stefano Comini si è inventato un'altra stagione da incorniciare, ma più sudata rispetto alla precedente e certamente più imprevedibile. In un campionato nel quale non è fondamentale vincere più gare degli altri, Comini ha costruito la stagione sulla costanza di risultati e - strano a dirsi, per molti - sulla pazienza. All'inizio della stagione la Golf del team WRT non era la vettura migliore del lotto: sul dritto perdeva terreno e aveva bisogno di migliorie un po' in tutti i campi, essendo una debuttante. Il valzer delle zavorre (balance of performance più success ballast) ha colpito tutti nel corso della stagione, ma più che per questa regola Comini ha perso punti per strada in quattro particolari occasioni, due volte per contatti molto discussi - in Bahrein (con Grachev) e in Malesia (con Sirtrai) - e due volte per problemi tecnici.




Un ruolo fondamentale per le sorti del campionato è stato giocato dallo slovacco Mat'O Homola, suo malgrado protagonista del crash che ha nettamente favorito Comini nei confronti di James Nash, rivale che prima di Macao era in testa alla classifica con un vantaggio non sufficiente ma rassicurante. In gara 1 a Macao Homola stava combattendo per migliorare la propria posizione in classifica quando si è trovato di fronte proprio Nash, in difesa ma ancora ben piazzato per dire la sua nel campionato. Il tentativo di sorpasso dello slovacco non è andato a buon fine, con Nash costretto a indietreggiare per la rottura di una sospensione. Questo decisivo inconveniente ha condizionato gara 2, con l'inglese costretto a recuperare dal fondo della griglia fino a un inutile quarto posto, non sufficiente a recuperare i punti accumulati da Comini (1° in gara 1 con punteggio dimezzato e 4° in gara 2). Prima di Macao Nash aveva corso una stagione eccellente, salvo il doppio zero di Imola che ha pesato anch'esso non poco sul punteggio finale.


James Nash

Va detto che le gare di Macao non sono state per nulla ben gestite, fin dal momento delle iscrizioni. La decisione di permettere la partecipazione ai piloti del CTCC ha portato un numero fin troppo elevato di vetture in pista. E in un tracciato come questo sono ovviamente fioccate bandiere gialle e rosse. Uno spettacolo non degno della categoria, che nel resto dell'anno è stata invece capace di regalare gare divertenti e soprattutto non scontate.




Comini ha ringraziato pubblicamente il compagno di squadra Jean-Karl Vernay (3° nella classifica finale), partito in pole in gara 1 a Macao e fedele guardia del corpo dello svizzero dopo una partenza non felice. Il pilota francese non ha negato il suo desiderio di provare a inserirsi nella lotta per il titolo, ma la sua condotta professionale ha portato alla Volkswagen un titolo che non era apparso possibile dopo le prime gare dell'anno. È stata una bella lotta con Seat (confermatasi competitiva) e con Honda (veloce ma talvolta incostante).


Una promessa mantenuta: il taglio della barba dopo aver vinto il campionato...

In questa stagione, come del resto nella precedente, sono stati tanti i piloti a salire sul gradino più alto del podio. Undici diversi vincitori, quattro dei quali presenti nella serie solo con programmi part-time. Sono stati sedici invece i piloti in grado di conquistare almeno un terzo posto; tra i cinque non vittoriosi spicca il nome dell'altissimo serbo Dusan Borkovic, che ha chiuso la stagione con tre amarissimi secondi posti e altrettanti terzi posti.


Dusan Borkovic

Hanno vinto almeno una gara Pepe Oriola (4° alla fine e costantemente competitivo), Mat'O Homola (ancora giovanissimo ma già parecchio veloce), Gianni Morbidelli (sempre combattivo ma quest'anno coinvolto troppe volte in contatti - al netto dei numerosi problemi tecnici che ha patito), Aku Pellinen (talento cristallino che ha dimostrato di valere molto più del suo budget risicato), Kevin Gleason (primo a Sepang dopo una gara rocambolesca), Roberto Colciago (imperatore del TCR italiano e gran piede pesante anche a livello internazionale) e Tiago Monteiro (che ha coronato il sogno di vincere a Macao).




Menzione speciale per il russo Mikhail Grachev, solo 8° in classifica generale ma detentore (insieme a Pepe Oriola) del record di vittorie stagionali, ben quattro. Non solo: è stato l'unico pilota a vincere delle gare in weekend consecutivi (Imola e Salzburgring), impresa non facile per nessuno per via del success ballast. Tuttavia i suoi migliori risultati sono da contrapporre a pesanti tonfi, tra ritiri e arrivi fuori dalla zona punti; ecco spiegata quindi la sua posizione finale.

Tra i modelli la Seat Leon è stata ancora una volta superiore, non solo come risultato complessivo ma anche a livello numerico sulla griglia. Nonostante il titolo di Comini, Volkswagen è arrivata seconda in questa classifica con una vittoria in meno (sei contro le sette della casa spagnola), mentre addirittura Honda ha concluso 3° con ben 9 vittorie all'attivo. Dopo le tre "grandi" del campionato ecco Alfa Romeo, con la Giulietta preparata da Romeo Ferraris; i punti sono arrivati ma c'è ancora da lavorare per essere competitivi. La presenza continuativa nel campionato ha permesso al glorioso marchio nostrano di precedere in classifica Opel, Peugeot, Subaru e Ford.




Il TCR non è comunque esente da alcuni problemi, da risolvere presto per garantire un futuro a un format che ha avuto successo e che si sta espandendo tramite una rete di serie nazionali - alcune ottimamente frequentate. La coesistenza con il WTCC fa ancora male e la guerra fredda fra le due serie non è ancora finita, sebbene sia evidente che un'unione converrebbe a tutti - soprattutto dal punto di vista del numero di iscritti. Entrambe le serie hanno infatti avuto problemi a mettere insieme più di 15 vetture, e considerando i disimpegni di alcune case nel 2017 soprattutto il WTCC potrebbe subirne pesantemente le conseguenze. Il TCR, dal canto suo, ha bisogno di almeno cinque iscrizioni full-time (quest'anno sono stati solo 11 i piloti con questo status) per poter risolvere il problema della presenza o meno di piloti una tantum - soluzione che potrebbe non essere sempre percorribile.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Stefano Comini (SUI/Leopard Racing/VW) 267.5 (3)
James Nash (GBR/Craft-Bamboo Lukoil/Seat) 264 (2)
Jean-Karl Vernay (FRA/Leopard Racing/VW) 246 (3)
Pepe Oriola (SPA/Craft-Bamboo Lukoil/Seat) 241.5 (4)
Mat'O Homola (SVK/B3 Racing/Seat) 175 (1)
Gianni Morbidelli (ITA/West Coast/Honda) 174 (1)
Dusan Borkovic (SER/B3 Racing/Seat) 173
Mikhail Grachev (RUS/VW+Honda) 145 (4)
Sergei Afanasiev (RUS/Craft-Bamboo Lukoil/Seat) 141
Davit Kajala (GEO/Engstler/VW) 80
Attila Tassi (HUN/B3 Racing/Seat) 68
Aku Pellinen (FIN/West Coast/Honda) 63 (1)
Kevin Gleason (USA/West Coast/Honda) 46 (1)
Roberto Colciago (ITA/Target/Honda) 30 (1)
Antti Buri (FIN/VW+Seat) 30
Tiago Monteiro (POR/West Coast/Honda) 23 (1)
Jordi Oriola (SPA/Opel+Seat) 17
Jordi Gené (SPA/Engstler/VW) 16
Petr Fulin (CZE/Mulsanne/Alfa Romeo) 15
Loris Hezemans (NED/Baporo/Seat) 10
Kantadhee Kusiri (THA/Eakie BBR Kaiten/Honda) 10
Niklas Mackschin (GER/Engstler/VW) 6
Hari Proczyk (AUT/West Coast/Honda) 5
Josh Files (GBR/Target/Honda) 4.5
Andy Yan (HKG/Engstler/VW) 4.5
Altri piloti a punti: Tin Sirtrai, Andrea Belicchi, Luigi Ferrara, Michela Cerruti, Florian Janits, Francisco Mora, Rafael Galiana, Salman Al Khalifa, Carlotta Fedeli, Pierre-Yves Corthals, Alain Menu, Alessandra Neri, Vladimir Sheshenin.

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015

martedì 22 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: F2 Italian Trophy

Il campionato italiano F2 è una sorta di formula libera nella quale possono gareggiare monoposto di F3 (dal 1991 a oggi), F.Renault, F.BMW, F.4 e F.Abarth. È una serie che presenta una gran varietà di piloti, team e situazioni, e nonostante non sia il miglior periodo di sempre della storia dell'automobilismo italiano quest'anno la griglia è quasi sempre stata degnamente frequentata.




Sono stati sette gli appuntamenti stagionali (per un totale di 14 gare) con pure uno sconfinamento all'estero (in quel di Hockenheim). Salvo il primo appuntamento di Misano, al quale si sono presentati solo undici piloti, al campionato si sono iscritti mediamente 19 piloti, con un minimo di 16 e un massimo di 28 raggiunto a Imola. La gara di Hockenheim è da considerare a sé, visto che c'erano sì oltre 20 piloti in pista, ma solo 10 hanno preso punti per la serie italiana.




A vincere il titolo è stato Andrea Fontana. Il bellunese, classe '96, ha vinto nove delle 14 gare in programma, lasciando agli avversari solamente le briciole. Basti pensare che nel suo peggior weekend della stagione, quello di Monza, ha conquistato "solamente" due terzi posti.




Il suo maggior avversario sull'arco dell'intero campionato è stato Alessandro Bracalente, vincitore proprio a Monza in entrambe le gare. Nonostante la vettura meno performante rispetto a Fontana, Bracalente ha saputo farsi rispettare, rimanendo aggrappato alla classifica a suon di secondi posti, per altro con distacchi contenuti. Le due vittorie del marchigiano classe '88, ottenute entrambe a Monza, sono arrivate meritatamente, nonostante la seconda sia stata propiziata dalla squalifica di Fontana (reo di aver fatto cappottare il campione uscente Zanasi). Curiosità: Bracalente è un top manager di NeroGiardini, azienda calzaturiera che fa parte di B.A.G. Spa (guidata dal padre Enrico).




Al terzo posto in campionato ha concluso l'ottimo Renato Papaleo, nella vita di tutti i giorni avvocato. Nato a Messina nel 1964 e ora al lavoro in quel di Lecco, Papaleo ha gareggiato spesso in top five, conquistando il podio in due occasioni. È però Marco Zanasi il terzo pilota ad aver conquistato più piazzamenti nei primi tre, grazie a quattro secondi posti e due terzi posti. Non è mai arrivata la vittoria in questa stagione per il detentore del titolo 2015, figlio di Umberto Zanasi (fondatore della carrozzeria omonima).




Va ricordato che pure lo svizzero Sandro Zeller - trasparente ai fini della classifica - ha vinto in tre occasioni la classifica assoluta, issandosi in testa per tutto il weekend tedesco e avendo ragione di Kurt Bohlen e Renato Papaleo in gara 1 a Imola. Il pilota zurighese, classe '91, è un figlio d'arte: il padre Jo è stato per dodici volte campione nazionale di F3.

Sul podio assoluto sono saliti pure Bernardo Pellegrini, Antonino Pellegrino, Ferruccio Fontanella e Paolo Brajnik, mentre il pilota di Todi Alessandro Alcidi ha fatto sua la classe 3 riservata alle Formula Renault e alle Formula Abarth, vetture comunque in minoranza rispetto alle F3 (Dallara 308 in primis). Non sono mancati durante la stagione i momenti di tensione, tra i quali va annoverato l'incidente spettacolare (ma incruento, fortunatamente) tra Antonino Pellegrino e Giorgio Venica, quasi conclusosi in rissa.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Andrea Fontana (HT Powertrain/F3) 407 (9)
Alessandro Bracalente (Pave Motorsport/F3) 398 (2)
Renato Papaleo (Corbetta/F3) 229
Marco Zanasi (Corbetta/F3) 202
Bernardo Pellegrini (Twister/F3) 155
Dino Rasero (Puresport/F3) 130
Gianpaolo Lattanzi (Facondini/F3) 106
Dario Caso (Victoria World/F3) 85
Abdel Hakim (Corbetta/F3) 84
Paolo Brajnik (Puresport/F3) 79
Davide Nicelli (Ombra/F3) 75
Sergio Terrini (Twister/F3) 52
Antonino Pellegrino (Twister/F3) 50
Alessandro Alcidi (Pave/F.Renault) 48
Enrico Milani (Twister/F3) 42
Andrea Cola (Monolite/F.Abarth) 40
Luca Martucci (Tirrena/F3) 40
Franco Cimarelli (Cicar/F3) 36
Kurt Bohlen (Franz Ross/F3) 30
Paolo Collivadino (Victoria World/F.Abarth) 29
Altri piazzati: Giorgio Venica, Sergio Lattanzi, Davide Pigozzi, Nicola Cazzaniga, Arduino Giretti, Fausto Santone, Luciano Tarabini, Christophe Vernet, Giorgio Berto, Ferruccio Fontanella, Riccardo Perego, Luca Marietti, Paolo Vagaggini, Angelique Germann, Paolo Viero, Gianmarco Maggiulli, Karim Sartori.

Vincitori di classe:
Classe 1 (F3/FIA) Andrea Fontana
Classe 2 (F3) Alessandro Bracalente
Classe 3 (F.Renault/Abarth/F4) Alessandro Alcidi

Vincitore assoluta team: Corbetta Competizioni

sabato 19 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Porsche Supercup

È spesso accaduto nel motorsport, e continuerà ad accadere, il vedersi sfuggir di mano un campionato a causa di un guasto meccanico. Quest'anno la sorte ha puntato il dito contro il nostro Matteo Cairoli, ritiratosi nella penultima gara del campionato Porsche Supercup - mentre era in testa - a causa di un guasto al motore. Molti lo avevano dato come favorito alla vigilia di Austin, e infatti il pilota lombardo classe '96 stava rispettando le attese in una stagione nella quale pure le statistiche erano dalla sua parte.




Mentre il neocampione Sven Müller, già secondo nel 2015, ha vinto in tre occasioni, con in più due pole e due giri veloci, Matteo ha accumulato quattro successi oltre ad altrettante pole position e due giri veloci; e in Spagna - al Montmelò - è riuscito a portare a casa un hat-trick, operazione riuscita in un'occasione anche al francese Mathieu Jaminet (in gara 2 ad Austin). Cairoli può contare - nelle occasioni perdute - anche la pole di Spa, poi annullata per una sanzione dei commissari riguardo una mancata osservazione delle bandiere gialle. Un peccato, visto che la partenza al palo si è quasi sempre tramutata in un successo. Müller, dal canto suo, è stato matematicamente ineccepibile, visto che ha arpionato il titolo grazie soprattutto a quattro preziosissimi secondi posti.




La delusione di Cairoli è stata cocente, ma la sua è stata comunque una stagione fantastica. Il salto di qualità rispetto al 2015 è stato evidente in un campionato nel quale non si vedeva da anni un protagonista italiano di rilievo (cioè Zampedri). Oltre alle vittorie di Cairoli ci sono altre imprese tricolori da sottolineare, come ad esempio il 3° posto di Mattia Drudi a Monza, anche se trasparente ai fini della classifica; oppure il sesto posto di Daniele Di Amato sempre sul circuito brianzolo; o ancora il ritorno di Glauco Solieri in zona punti, lui che è un classe '64 in mezzo a tanti giovanissimi.


Il podio di Monza con Cairoli 1° e Drudi 3°

Il miglior rookie stagionale è stato il già citato francese Mathieu Jaminet. È nato nel 1994 e in passato aveva vinto la RCZ Cup nazionale prima di un 2016 davvero competitivo nel quale ha conquistato pure la Carrera Cup Francia oltre agli ottimi risultati in Supercup (tre vittorie, tre pole, tre giri veloci). Terzo tra i rookie e decimo assoluto invece la sorpresa Zaid Ashkanani. Il pilota del Kuwait, anche lui del '94, è stato tra i più costanti del campionato e non ha sfigurato nel confronto con i suoi compagni Schmidt e Cullen, provenienti da nazioni tradizionalmente più presenti nel panorama del motorsport. Qualora dovesse migliorare le proprie performance sarebbe un altro ottimo ambasciatore per la crescente internazionalizzazione delle griglie, che a mio modesto parere è un obiettivo importante per tutto il movimento.




In questa stagione sono stati pochissimi i piloti a podio rispetto al numero totale di partecipanti. Su trentadue piloti ufficialmente classificati e altri trentotto part-time/guest solamente in nove hanno avuto l'onore di stappare lo champagne. Tra questi i primi sette classificati (c, Cairoli, Jaminet, Ammermüller, Lukas, Schmidt  e Engelhart) e due veloci guest come Drudi e l'austriaco Bachler. Il polacco Robert Lukas ha corso la sua migliore stagione di sempre nella serie, mentre Engelhart ha fatto invece il passo del gambero rispetto al 2015.

Grazie alle prestazioni di Müller e Ammermüller il Lechner MSG Racing ha vinto un altro titolo team, il settimo considerando il Lechner Racing Middle East come parte della stessa famiglia. Gli svizzeri del Fach Auto Tech, nonostante l'apporto di Cairoli, hanno concluso al secondo posto accumulando un ritardo di 72 punti, poco più di quelli complessivamente conquistati dalla seconda guida Philipp Frommenwiler.





La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Sven Müller (GER/Lechner MSG Racing Team) 162 (3)
Matteo Cairoli (ITA/Fach Auto Tech) 151 (4)
Mathieu Jaminet (FRA/Martinet by Almeras) 146 (3)
Michael Ammermüller (GER/Lechner MSG Racing Team) 129
Robert Lukas (POL/Förch Racing by Lukas Motorsport) 118
Jeffrey Schmidt (SUI/Lechner Racing Middle East) 114
Christian Engelhart (GER/MRS GT Racing) 76
Philipp Frommenwiler (SUI/Fach Auto Tech) 67
Steven Palette (FRA/Martinet by Almeras) 57
Zaid Ashkanani (KUW/Lechner Racing Middle East) 52
Ryan Cullen (IRL/Lechner Racing Middle East) 45
Ben Barker (GBR/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 43
Dylan Pereira (NED/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 35
Roar Lindland (NOR/MRS GT Racing) 34
Paul Rees (GBR/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 28
Patrick Eisemann (GER/Förch Racing by Lukas Motorsport) 21
Pepe Massot (SPA/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 15
John Wartique (BEL/MRS Cup-Racing) 11
Dennis Olsen (NOR/Lechner MSG Racing Team) 10
Thomas Laurent (FRA/Martinet by Almeras) 7
Jaap Van Lagen (NED/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 6
Sean Hudspeth (SIN/MOMO-Megatron Team PARTRAX) 6
Christopher Bauer (GER/Förch Racing) 6
Mikkel Overgaard Pedersen (DEN/MRS GT Racing) 4
Glauco Solieri (ITA/Martinet by Almeras) 4
Santiago Creel (MEX/Förch Racing) 2
Christof Langer (GER/MRS Cup Racing) 2

I riassunti delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

mercoledì 16 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: F4 Italia

Una precisa scelta logistica ha precluso a Mick Schumacher la conquista del titolo 2016 del campionato italiano F4. Il figlio di Michael ha saltato il secondo round ad Adria, che era compreso tra alcuni test e una gara del campionato F4 tedesco; questioni logistiche, era stato comunicato. E poi - pare dissero - a cosa serve correre una gara in più in un campionato nel quale si tiene conto solo dei 16 migliori piazzamenti?

Già, i piazzamenti. A fine stagione Mick conta 12 risultati a punti su 18 gare disputate, mentre il campione Marcos Siebert ha dalla sua 17 risultati utili su 21. Il distacco tra i due è stato di soli 15 punti, che con il punteggio su base 25 è facilmente colmabile. La strategia non ha pagato, soprattutto alla luce di alcune pessime gare di Mick (Imola 2 su tutte con un weekend da zero punti in carniere) che gli hanno irrimediabilmente rovinato i conti.




Meritatissimo titolo quindi per Siebert, argentino che già nel 2015 aveva fatto vedere pregevolissime prestazioni con un 5° posto finale nella serie. Il pilota del Jenzer Motorsport ha sì vinto quattro gare, ma soprattutto ha dimostrato una costanza di rendimento alla fine risultata decisiva. Il miglior momento di Siebert è stato all'inizio della stagione, con successi e piazzamenti sul podio a ripetizione. In seguito, salvo qualche guizzo, ha girato attorno alla top 5 subendo il ritorno di alcuni protagonisti - che comunque non l'hanno impensierito in classifica.

Marcos Siebert


Oltre a Mick Schumacher (5 vittorie per lui) è andato alla grande pure il messicano Raul Guzman. Alla vigilia delle ultime tre gare a Monza il pilota del team portoghese DR Formula era matematicamente in lotta per il titolo, seppur con 36 punti di svantaggio. L'ottimo weekend finale (con un secondo e un terzo posto) gli ha permesso di mettersi nuovamente in mostra ma non è stato sufficiente per recuperare lo svantaggio. Resta la soddisfazione per le tre vittorie conquistate.

Raul Guzman


Lo statunitense di origini ecuadoregne Juan Manuel Correa ha vinto tre gare, risultando nonostante ciò il "peggiore" dei piloti Prema. L'ex pilota del programma giovanile Lotus ha perso il treno del titolo a causa di un rendimento (in termini di risultati secchi) piuttosto altalenante; tuttavia in generale ha equivalso le prestazioni velocistiche dei suoi compagni di squadra.


Una foto pubblicata da Mick Schumacher (@mickschumacher) in data:


Il team Prema ha conquistato due titoli, uno di squadra e uno individuale. Il trio Schumacher, Vips e Correa ha accumulato 439,5 punti validi per il primo posto nella classifica dei team, con oltre 40 lunghezze di vantaggio sul Jenzer, mentre proprio l'estone Juri Vips ha conquistato il titolo di miglior rookie. Vips ha suggellato questo trofeo con la vittoria nella gara di chiusura a Monza, la prima in assoluto in F4. La sua rincorsa è stata facilitata anche dal forfait monzese di Simone Cunati (Vincenzo Sospiri Racing) che era l'avversario più temibile e prossimo.




Parlando appunto di italiani, spiccano Cunati (nato nel 1997), Diego Bertonelli (1998) e Lorenzo Colombo (2000). Nessuno di loro è riuscito a vincere una gara durante la stagione, ma in varie occasioni si sono resi protagonisti in modo assolutamente positivo. Cunati è salito tre volte sul podio, Bertonelli due e Colombo una, e quest'ultimo ha alla fine concluso secondo nella classifica dei rookie, approfittando dell'assenza di Cunati nel round finale. Hanno corso e conquistato punti anche Giacomo Altoè, Federico Malvestiti (protagonista di una tremenda carambola a Imola), Kikko Galbiati e Aldo Festante, mentre Riccardo Ponzio e Mariano Lavigna sono rimasti fuori dalla top ten (quest'ultimo purtroppo coinvolto nel bruttissimo incidente in partenza al Mugello).




Il brasiliano Giuliano Raucci, il venezuelano Sebastian Fernandez e il giapponese Marino Sato sono stati vincitori di tappa in un'occasione, mentre l'altro venezuelano Mauricio Baiz e l'olandese Job Van Uitert (4° nella classifica finale) hanno trionfato due volte. Raucci e Sato hanno permesso rispettivamente al DieGi Motorsport e al Vincenzo Sospiri Racing di festeggiare altre vittorie dal sapore italiano. Inarrivabile comunque il team Prema, con 9 successi stagionali.


Lorenzo Colombo


Ben 21 piloti sono andati a podio nel corso dell'anno, in rappresentanza anche di paesi non abitualmente vincenti nel motorsport. Tra questi il guatemalteco Ian Rodriguez, terzo a Monza con una vettura preparata dal team italiano DRZ Benelli. La F4 italiana ha quindi confermato il proprio successo, addirittura quasi esagerato in quel di Misano quando erano stati superati i 40 iscritti. Nelle restanti gare il numero è sceso verso la trentina, quantità certamente più gestibile e in ogni caso decisamente positiva per un campionato formativo. Avere tanti piloti ha certamente dato alla direzione gara più di un grattacapo, e infatti non si sono contati gli incidenti (taluni piuttosto violenti), i contatti e una bagarre che nemmeno la Moto3!


La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Marcos Siebert (ARG/Jenzer Motorsport) 231 (4)
Mick Schumacher (GER/Prema Power Team) 216 (5)
Raul Guzman (MEX/DR Formula) 202 (3)
Job van Uitert (NED/Jenzer Motorsport) 143.5 (2)
Jüri Vips (EST/Prema Power Team) 140 (1)
Juan Manuel Correa (USA/Prema Power Team) 105.5 (3)
Simone Cunati (ITA/Vicenzo Sospiri Racing) 95
Giuliano Raucci (BRA/Diegi Motorsport) 86 (1)
Mauricio Baiz (VEN/RB Racing/Mucke) 85 (2)
Ye Yifei (CHN/Mucke Motorsport) 79
Diego Bertonelli (ITA/RB Racing/Bhaitech) 77
Lorenzo Colombo (ITA/BVM Racing(Bhaitech) 73.5
João Ricardo Vieira (BRA/Antonelli Motorsport) 69
Yan Leon Shlom (RUS/RB Racing) 56.5
Sebastian Fernandez (VEN/RB Racing/Mucke) 55 (1)
Kush Maini (IND/BVM Racing) 53
Ian Rodriguez (GUA/DRZ Benelli) 43
Marino Sato (JAP/Vicenzo Sospiri Racing) 42 (1)
Devlin de Francesco (CAN/Mucke Motorsport) 40
Diego Ciantini (ARG/Jenzer Motorsport) 33.5
Richard Verschoor (NED/Bhaitech) 31
Giacomo Altoè (ITA/Bhaitech Racing) 22
Leonard Hoogenboom (NED/Cram Motorsport) 20
Valentin Hasse-Clot (FRA/Kite Viola Motorsport) 16
Federico Malvestiti (ITA/Antonelli Motorsport) 10
Amaury Bonduel (BEL/GSK Grand Prix) 4
Kikko Galbiati (ITA/Antonelli Motorsport) 4
Federico Iribarne (SPA/Torino Squadra Corse) 4
Fabio Scherer (SUI/Jenzer Motorsport) 3
Mauro Auricchio (BRA/ADM Motorsport) 2
Jaden Conwright (USA/Vicenzo Sospiri Racing) 2
Aldo Festante (ITA/Mucke Motorsport) 1
Kevin Kratz (GER/Jenzer Motorsport) 1
Giacomo Bianchi (SUI/Jenzer Motorsport) 1

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

lunedì 14 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Euroformula Open

Ha aspettato l'anno della maggiore età per trionfare nell'Euroformula Open, ma è stato davvero un 2016 da incorniciare per Leonardo Pulcini. Il pilota romano, dopo un 2014 di apprendistato e un 2015 di crescita, ha vinto il titolo addirittura con un weekend d'anticipo, collezionando la bellezza di 7 vittorie, 3 pole, 8 giri veloci e 13 piazzamenti a podio totali su 16 gare disputate. Un rullo compressore che ha fatto felice il team Campos, primo in classifica tra i team grazie soprattutto allo stesso Pulcini e all'ottimo messicano Menchaca.


©Fotospeedy

Pulcini ha impressionato durante tutta la stagione, ma una manovra su tutte sarà da ricordare per lui: il sorpasso all'esterno della Parabolica durante un palpitante ultimo giro a Monza (su Habsburg)...




Come ho sostenuto gli anni precedenti, l'Euroformula Open è probabilmente il campionato monoposto più internazionale che esista. Anche in questa stagione la griglia si è riempita di piloti di tutti i colori, provenienti da nazioni con pochissima esperienza nel motorsport. Ci sono stati tra gli altri due thailandesi, un indiano, tre cinesi, un rumeno, due messicani, due statunitensi, quattro russi, una colombiana, un ecuadoregno, due polacchi, un tedesco di origine persiana, un inglese di origine pakistana e addirittura un azero. 




Non vanno però dimenticati i quattro italiani che hanno solcato le piste dell'Euroformula Open in questo 2016. Oltre al campione Pulcini, Damiano Fioravanti ha corso bene, concludendo il campionato in 5° posizione. Peccato che però non sia arrivata la vittoria, sfiorata solamente a Monza proprio dietro all'inarrestabile connazionale. Un punto in classifica anche per i fratelli Riccardo e Daniele Cazzaniga, in una stagione disputata part-time.


Leonardo Pulcini


Al secondo posto in campionato si è piazzato il pilota austriaco di lignaggio nobiliare Ferdinand Zvonimir Maria Balthus Keith Michael Otto Antal Bahnam Leonhard Habsburg, figlio di Carlo - arciduca d'Austria. Il giovane rampollo, nato nel 1997, ha vinto in due occasioni ed è stato costantemente in zona punti, con un solo ritiro. Questa statistica gli ha permesso di concludere davanti a Colton Herta, figlio di Bryan e capolista nella classifica delle pole position avendone conquistate cinque. Herta è stato molto veloce, con quattro vittorie e buoni piazzamenti soprattutto nella parte finale della stagione, ma un andamento più altalenante gli ha fatto perdere punti preziosi. Va comunque ricordato che il ragazzo è nato nel 2000, quindi qualche errore di gioventù ci sta. È da seguire...




Grosso salto in avanti - in termini di prestazioni - per il polacco Antoni Ptak. Il pilota classe '97, figlio di un importante imprenditore che ha avuto interessi anche nel calcio locale, ha vinto a Silverstone e ha corso spesso nella top 5. La sua posizione in classifica sarebbe potuta essere migliore senza i tanti ritiri subìti, molti dei quali senza alcuna sua diretta responsabilità. Passo indietro invece per il thailandese Sathienthirakul, l'anno scorso a podio e quest'anno poche volte nella top 5.


Antoni Ptak


Tra i protagonisti saltuari spicca Jack Aitken, in grado di ottenere nelle uniche 4 gare disputate (le prime del campionato) due vittorie, due pole position e un hat-trick a Estoril. Dopo questa scorpacciata di punti l'inglese è andato a farsi valere in GP3. Oltre a lui la colombiana Tatiana Calderon e il russo Troitskiy hanno conquistato un terzo posto a testa. Pure Harrison Scott e Dorian Boccolacci hanno eguagliato questi risultati, ma in qualità di ospiti e quindi in maniera trasparente ai fini della classifica.


Damiano Fioravanti


Nel corso della stagione la griglia ha oscillato tra un minimo di 18 partenti e un massimo di 23, registrato nella seconda gara a Spa. Dei 28 piloti che hanno preso parte al campionato ufficialmente ben 23 hanno conquistato almeno un punto, e la metà di essi hanno corso per scuderie italiane. La RP Motorsport ha schierato Ptak, Fioravanti, Aitken, Ahmed, Calderon, Sathienthirakul e Kusiri, portando a casa tre vittorie; BVM Racing ha mandato in pista Pronenko e Ye Hongli, quest'ultimo "abbonato" agli ottavi posti (per altro tutti di fila); DAV Racing ha affrontato il campionato con un programma part-time con a turno i fratelli Cazzaniga, l'anglo-pakistano Ahmed e il cinese Ling Kang.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Leonardo Pulcini (ITA/Campos) 303 (7)
Ferdinand Habsburg (AUT/Drivex) 247 (2)
Colton Herta (USA/Carlin) 199 (5)
Diego Menchaca (MEX/Campos) 145
Damiano Fioravanti (ITA/RP Motorsport) 136
Antoni Ptak (POL/RP Motorsport) 94
Tanart Sathienthirakul (THA/RP Motorsport) 80
Jack Aitken (GBR/RP Motorsport) 71
Tatiana Calderon (COL/RP Motorsport) 66
Igor Walilko (POL/Fortec) 50
Enaam Ahmed (GBR/RP Motorsport) 49
Keyvan Andres Soori (GER/Carlin) 42
Nikita Troitskiy (RUS/Drivex) 36
Julio Moreno (ECU/Campos) 30
Ameya Vaidyanathan (IND/Carlin) 26
Ye Hongli (CHN/BVM) 26
Kantadee Kusiri (THA/RP Motorsport) 21
Nikita Zlobin (RUS/Teo Martin) 12
Sam Macleod (GBR/Fortec) 8
Vladimir Atoev (RUS/Teo Martin) 3
Daniil Pronenko (RUS/BVM) 2
Riccardo Cazzaniga (ITA/DAV) 1
Daniele Cazzaniga (ITA/DAV) 1

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

Il riassunto della stagione 2016: Eurocup F.Renault 2.0

Continua senza sosta la crescita esponenziale di Lando Norris con la vittoria nell'Eurocup F.Renault 2016, alla quale va aggiunto anche il successo finale nella F.Renault NEC. Nell'Europeo il pilota inglese ha vinto con margine, conquistando 5 vittorie, 5 secondi posti e due terzi posti - cioè 12 volte sul podio su 15 gare disputate, per altro come rookie. Il team Josef Kaufmann ha con lui bissato il successo del 2015, ancora una volta con un pilota britannico (Aitken), e non ha mancato l'appuntamento con il titolo riservato ai team, grazie ai preziosi piazzamenti del russo Shwartzman (8° in campionato) e dell'indiano Jehan Daruvala (9°). Proprio quest'ultimo è uno dei migliori talenti del grande paese asiatico, al pari di Arjun Maini.



L'ex Lotus Dorian Boccolacci, francese classe '98, è giunto secondo in classifica. Il pilota di Cannes ha vinto due gare e ha talvolta battuto Norris, rimettendosi nella giusta carreggiata dopo aver buttato il 2015 nell'avventura sfortunata in F3. Boccolacci ha poi regalato al motorsport una delle perle dell'anno, grazie a questo video...




Ci sono stati in totale 8 differenti vincitori e 10 piloti a podio nel corso di questa stagione. Oltre ai già citati Norris e Boccolacci, hanno vinto anche Scott (3 gare), Fenestraz (2), Defourny, de Sadeleer e Palmer, con un successo a testa. Harrison Scott era stato il miglior rookie del 2015 e ha confermato le sue doti, anche se non è stato sufficiente a fargli concludere la stagione tra i top three. Meglio di lui il belga Max Defourny, pilota - insieme a Norris - che ha ottenuto per più volte nel 2016 la medaglia d'argento.


Sacha Fenestraz


Momenti di gloria anche per Will Palmer - fratello di Jolyon - vincitore in gara 1 a Estoril e terzo nella classifica rookie dopo aver portato in dote la conquista del titolo di F4 targato BRDC, e per il nobile Ferdinand Habsburg, secondo a Montecarlo dietro a Fenestraz e terzo in gara 1 al Red Bull Ring (la sua gara di casa). Proprio Fenestraz ha fatto una stagione discreta ma non eccezionale; tuttavia ha dimostrato di sapersela cavare con l'asfalto bagnato, condizione che ha propiziato le sue due vittorie.


Will Palmer

Per i pochi sprazzi d'Italia rimasti nella serie, va segnalata la presenza del pilota Alessandro Perullo, 10° in pista a Spa e poi penalizzato di 10 secondi per aver superato i track limits, e dei team JD Motorsport, Technorace (con appunto Perullo), Cram e TS Corse. Di questi, solamente il JD Motorsport ha conquistato punti, grazie al russo Korneev e al neozelandese Allen (buon 5° a Spa). TS Corse ha invece portato a un passo dal podio di Estoril il pilota di origini italiane Alex Peroni, anche se ciò non risulta dalle classifiche ufficiali visto che il sodalizio era considerato come "guest".




La serie continua ad avere l'appoggio di Renault e le griglie mantengono ottimi standard, con una ventina di piloti presenti a ogni spegnimento del semaforo. Uno sforzo non da poco considerando la grossissima concorrenza presente (GP3 e F4 su tutti). Nel 2017 saranno presenti 9 team (tra i quali resta JD Motorsport), che andranno ad affrontare un calendario di 10 gare con ben 2 circuiti cittadini (Pau e Montecarlo).




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Lando Norris (GBR/Josef Kaufmann Racing) 253 (5)
Dorian Boccolacci (FRA/Tech 1 Racing) 200 (2)
Max Defourny (BEL/R-ace GP) 178.5 (1)
Harrison Scott (GBR/AVF) 172 (3)
Sacha Fenestraz Jules (FRA/Tech 1 Racing) 119.5 (2)
Hugo de Sadeleer (SUI/Tech 1 Racing) 89 (1)
Will Palmer (GBR/R-ace GP) 76 (1)
Robert Shwartzman (RUS/Josef Kaufmann Racing) 75
Jehan Daruvala (IND/Josef Kaufmann Racing) 62
Ferdinand Habsburg (AUT/Fortec) 58
Henrique Chaves Jr. (POR/AVF) 39
Gabriel Aubry (FRA/Tech 1 Racing) 35
Julien Falchero (FRA/R-ace GP) 32.5
Bruno Baptista (BRA/Fortec) 29
Alexey Korneev (RUS/JD Motorsport) 22
James Allen (NZL/JD Motorsport) 11
Nikita Mazepin (RUS/AVF) 11
Vasily Romanov (RUS/Fortec) 2

I riassunti delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

giovedì 10 novembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Formula V8 3.5

Era destino: nel passaggio dalla F.Renault 3.5 alla nuova Formula V8 3.5 qualche pezzo di narrazione sarebbe andato perduto. E infatti la stagione 2016, la prima del nuovo corso per la serie, è partita piuttosto in sordina con un parco partenti attorno alle 15 unità e una presenza mediatica indebolita - salvo rare eccezioni.



Nonostante le difficoltà nell'organizzare una serie in precedenza votata a un grande costruttore come Renault, la RPM Racing ha permesso ai piloti e ai team partecipanti di correre nuovamente con un'ottima vettura, per altro tirando fuori dal cilindro una stagione decisamente divertente e piena di duelli a ruote appaiate, con il titolo deciso all'ultima delle 18 gare in calendario.

Il francese Tom Dillmann e il team spagnolo AVF Racing (di proprietà di Adrian Valles) hanno compiuto una bella impresa, vincendo il titolo in quel di Barcellona con un'ultima gara corsa davvero al massimo - sia in termini di ritmo sia per l'ottima strategia. Sulla griglia di partenza Dillmann era partito cinque posizioni indietro rispetto al poleman Louis Deletraz, lo svizzero in quel momento in testa al campionato con sei punti di vantaggio. Deletraz ha poi sbagliato la partenza, mentre Dillmann ha sorpreso tutti cambiando le gomme molto prima del previsto; con un ritmo indiavolato ha poi acquisito la prima posizione, mentre Deletraz annaspava. Sotto la bandiera a scacchi ha potuto finalmente gioire dopo tanti anni fuori da grandi piazzamenti, visto che il suo alloro più recente risaliva al 2010 (quando vinse la F3 tedesca). Va detto inoltre che Dillmann ha decisamente surclassato il terzo pilota Force India Alfonso Celis jr., anche se questo probabilmente non cambierà la carriera di entrambi.




Onore anche a Deletraz, comunque: nella sua stagione da rookie è andato vicinissimo al titolo e ha confermato tutta la velocità che aveva mostrato nel 2015 con la vittoria nella F.Renault 2.0 NEC. La Renault Academy ha in casa un ottimo talento, senza dubbio.


Louis Deletraz

In quanto a gare vinte, tuttavia, nessuno ha fatto meglio di Egor Orudzhev. Il russo ha totalizzato cinque successi, ma i quattro ritiri stagionali non gli hanno permesso di lottare fino alla fine per il titolo. In compenso è arrivato il titolo dei team per la Arden, squadra nella quale ha corso insieme ad Aurelien Panis.


Tom Dillmann

Molto buona la stagione dell'israeliano Roy Nissany, figlio di Chanoch (ex test driver Minardi). Nel 2016 ha colto tre vittorie, sei podi, quattro pole position e cinque giri veloci. Ha battuto la concorrenza interna del più esperto René Binder ed è arrivato davanti a Panis e Vaxiviere, nomi più quotati del suo a inizio stagione. È un ottimo periodo per il motorsport israeliano, grazie alle sue prestazioni e a quelle di Alon Day - sponda NASCAR.


Roy Nissany

Stagione in sordina per Pietro Fittipaldi, che ha concluso poco o niente rispetto al compagno di squadra Deletraz. Il brasiliano ha colto un solo podio e in generale è rimasto a centro classifica. Decisamente meglio, in prospettiva anche d'età, il connazionale e detentore del titolo Euroformula Open 2015 Vitor Baptista. Il pilota nativo di San Paolo ha raccolto solamente otto punti in meno del nipote di Emerson.

Il 2017 sarà un altro anno cruciale per la serie. L'apparentamento con il WEC trasformerà la Formula V8 3.5 in un campionato intercontinentale, con un calendario condiviso per sei appuntamenti ai quali saranno aggiunte altre tre tappe europee - probabilmente in Spagna. Un palcoscenico decisamente appetitoso ma altrettanto rischioso per una serie che dovrà costruire un'anima totalmente propria dopo l'acquisizione di un'inaspettata indipendenza.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Tom Dillmann (FRA/AVF) 237 (2)
Louis Deletraz (SUI/Fortec) 230 (2)
Egor Orudzhev (RUS/Arden) 197 (5)
Roy Nissany (ISR/Lotus) 189 (3)
Aurélien Panis (FRA/Arden) 183 (2)
Mathieu Vaxiviere (FRA/SMP Racing) 175 (2)
Renè Binder (AUT/Lotus) 161
Yu Kanamaru (JAP/Teo Martin) 85
Matevos Isaakyan (RUS/SMP Racing) 70 (1)
Pietro Fittipaldi (BRA/Fortec) 59
Alfonso Celis Jr. (MEX/AVF) 55
Vitor Baptista (FRA/RP Motorsport) 51
Beitske Visser (NED/Teo Martin) 48
Johnny Cecotto Jr. (VEN/RP Motorsport) 43 (1)
Jack Aitken (GBR/RP Motorsport) 14
William Buller (GBR/RP Motorsport) 7
Giuseppe Cipriani (ITA/Durango) 6
Marco Bonanomi (ITA/RP Motorsport) 3
Artur Janosz (POL/RP Motorsport) 2

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

mercoledì 9 novembre 2016

Fontana Express

Quando io e Alex Fontana abbiamo parlato per la prima volta della possibilità per lui di andare a correre in Cina, ero stato particolarmente contento. Non sono uno di quelli che confondono l'automobilismo con la F1, o tra quelli che alzano le spalle una volta scoperto che esistono tantissimi campionati dei quali ignoriamo l'importanza locale, siano essi continentali o nazionali. Anzi, più la serie è esotica per le nostre latitudini, più mi incuriosisco. E ciò mi spinge a rafforzare la mia idea che scegliere una strada differente da quelle classiche non vuol dire che sia meno interessante, o meno giusta. Ci vuole coraggio, insomma.




E così, dopo la fine del campionato Blancpain Endurance Series, Alex Fontana si è gettato all'inseguimento di un obiettivo: partecipare a un progetto legato a una casa costruttrice in un ambiente del tutto nuovo. Kia lo ha voluto con sé per sviluppare la nuova K3 2.0T Super Produzione, chiamata a partecipare al Campionato Turismo Cinese (CTCC). Un mondo nuovo atteso con trepidazione fino al 26 ottobre, quando per la prima volta Alex ha poggiato i piedi sull'asfalto del nuovo circuito di Guizhou.

Guizhou

«La pista è completamente nuova e noi del CTCC l'abbiamo sostanzialmente inaugurata. È una pista cortissima - nemmeno 2 km - ma è molto divertente, con alcune chicane sulle quali si può saltare alla grande, soprattutto con le turismo. Il fatto che la pista fosse nuova per tutti mi ha leggermente favorito, anche se gli altri piloti potevano già contare sull'esperienza acquisita con le loro vetture. Nelle prove libere sono andato subito bene e in qualifica ho ottenuto la seconda posizione sul bagnato, con la macchina che reagiva molto bene».




Gara 1

«In partenza sono uscito ad affiancare il grande Rob Huff (il pilota più titolato in questo appuntamento, a bordo di una BAIC Senova), ma poi mi sono dovuto riaccodare visto che ero piuttosto largo. In seguito ho lottato con la Ford ufficiale di Andy Yan, concludendo a pochi decimi da lui in terza posizione. È stata una gara combattuta con anche alcune sportellate tra me e Tomas Engstrom (Haima M6)».



Gara 2

«Nella seconda gara con la griglia invertita sono scattato dal sesto posto, anche piuttosto bene. Purtroppo però dopo pochi metri sono rimasto chiuso a sandwich tra le due VW che erano davanti a me. Nel trambusto che ne è conseguito mi sono dovuto cavar fuori dall'erba e dalla ghiaia, rimanendo per altro molto attardato. Non ho voluto forzare la mano a quel punto: con l'appuntamento di Shanghai a pochi giorni di distanza e un numero di ricambi non elevato ho preferito portare la vettura integra al traguardo. Tuttavia sono riuscito a recuperare qualche posizione concludendo 9° (e con il secondo miglior tempo) in una gara vinta dal mio ex collega in F2 David Zhu (BAIC)».

La Cina e i cinesi

«Non ero mai stato in questo paese prima del test effettuato con Kia qualche settimana prima della gara. È un mondo completamente diverso da quello a cui sono abituato e quindi è interessante non solo a livello automobilistico ma pure a livello personale. È in fondo uno dei motivi per cui ho accettato di partecipare a questo programma. Le persone che ho avuto modo di conoscere le ho approcciate in modo molto cauto, onde evitare malintesi. Bisogna prendere il dovuto tempo e imparare a interpretare bene ogni situazione».



Le auto del CTCC

Il livello

«Il campionato è strutturato in maniera interessante. Ci sono ovviamente i piloti locali, tra i quali alcuni hanno esperienze internazionali e altri no; tuttavia conoscono bene la categoria e quindi sono parecchio veloci. Poi ci sono gli inviti, e oltre a me in questi due weekend hanno corso Robert Huff, Adam Morgan (pilota BTCC), Dan Wells e lo svedese Tomas Engstrom. La griglia è molto diversificata, con oltre 20 piloti e numerosi marchi sia europei sia asiatici. Le prospettive per il 2017 sono di crescita, visto che si attendono le iscrizioni di almeno 25 vetture. Per i piloti non locali resta la regola di un tetto di 8 gare al massimo per stagione».




Tianma Shanghai

«Il secondo weekend, a poca distanza dal primo, l'ho vissuto a Shanghai. Non sulla pista della F1, ma sul più piccolo circuito di Tianma. Anche qui circuito molto corto e stretto però sufficientemente adatto per le gare turismo. Ho cominciato subito con buone prestazioni nelle prove libere, con il mio feeling verso la vettura sempre in miglioramento. Abbiamo avuto più tempo per lavorare sul setup e quindi è stato utile per avvicinarmi al limite. Gli sforzi sono stati premiati con la pole position per gara 1, risultato incredibilmente positivo nonostante non conoscessi la pista come gli altri piloti. Ho sfruttato molto bene le gomme nell'unico giro nel quale davano il massimo, visto che per la natura della pista c'era un consumo parecchio elevato. Purtroppo poi il mio tempo migliore è stato cancellato in seguito, così sono semplicemente partito dalla seconda piazza visto che comunque avevo siglato un ottimo secondo miglior tempo personale».

Gara 1

«Pronti via e subito si è rotto il motore. È stato un vero peccato perché ero veramente ben posizionato. Inoltre con il regolamento classico delle corse turismo avrei avuto davanti una difficile rimonta in seguito...»

Gara 2

«Partendo dalle ultime posizioni ho dovuto rimboccarmi le maniche e ho fatto una rimonta discreta. Malgrado sei-sette giri sotto safety car sono riuscito a rientrare nella top ten finale, con un 7° posto che ha confermato comunque le buone potenzialità della macchina. La K3 è ancora leggermente fuori peso e sui rettilinei soffre un po' in velocità, ma è una nuova vettura e quindi ci sarà ancora tanto lavoro da fare per renderla sempre più competitiva».





L'ambiente

«Gli organizzatori mi hanno accolto molto bene come del resto il team, che mi ha seguito in ogni passo fuori e dentro la pista. Alcuni media locali, come Motorsport China, mi hanno dedicato alcuni spazi e delle domande in conferenza stampa. Va detto che comunque c'era più interesse per i piloti locali, non solo per la nazionalità ma anche per il particolare momento del campionato, che andava a concludersi proprio nelle gare nelle quali ho corso (per la cronaca ha vinto Zhan Zhen Dong su Volkswagen). Sono contento per questa prima esperienza che credo mi abbia ben iniziato al mondo delle gare turismo».